Protezioni solari e SPF – L’estate è ormai arrivata e con lei sono tornate le lunghe giornate trascorse al mare o in montagna, e comunque sempre all’aria aperta. Il bel tempo di giugno ci invoglia sicuramente a stenderci un po’ al sole per provare ad abbronzarci ed assumere nel più breve tempo possibile un colorito sano e caldo. Ma, come ormai tutti sappiamo, l’esposizione prolungata ai raggi del sole può provocare danni di vario genere: si va dalle scottature agli eritemi più leggeri, fino all’insorgenza di gravi malattie della pelle come il cancro; senza contare gli effetti a lungo termine, come l’insorgenza premature di rughe e altri segnali di un invecchiamento precoce della pelle.

Il fattore delle protezioni solari

Per proteggerci da questi rischi, che attentano non solo alla nostra bellezza ma anche e soprattutto alla nostra salute, bisogna ricorrere alle protezioni solari, creme e lozioni che formano uno schermo sulla nostra pelle, proteggendola dai danni causati dai raggi UVA e UVB in modo da poter beneficiare degli effetti del sole (che è un toccasana per le nostre ossa e per il sistema immunitario) senza temere di ammalarci.

Il fattore di protezione solare (in inglese SPF, Solar Protection Factor) è un’indicazione numerica posta su ogni confezione di crema solare, ed indica la capacità di quel prodotto di schermare i raggi del sole: in particolare, il numero indica di quanto viene aumentata la capacità della pelle di sopportare i raggi del sole prima di raggiungere una scottatura (ad esempio, una protezione 15 aumenta di 15 volte il tempo che possiamo trascorrere al sole senza scottarci). Di solito si raccomanda di usare sempre una protezione solare di almeno 15; ma chi per lavoro o per piacere personale deve trascorrere molte ore all’aperto deve orientarsi necessariamente su una protezione di 30, o superiore. Test di laboratorio hanno dimostrato che una crema solare con SPF di 30 permette alla pelle di assorbire circa il 97% dei raggi UVB.

Protezioni solari: fattori a 30, 50 e oltre

La protezione 30 è considerata “alta” (mentre la protezione che va da 15 a 25 è classificata come “media”, e quella tra 6 e 10 solo “bassa”), così come la protezione 50. La dicitura “protezione totale”, invece, negli ultimi anni è stata abbandonata, perché effettivamente non esiste un prodotto in grado di schermare totalmente i raggi del sole; oggi alle creme a protezione considerata “molto alta” si appone l’etichetta “50+”, che è la protezione massima possibile.

Protezioni solari: come basarne la scelta

La scelta del livello di protezione deve essere effettuata basandosi sul fototipo a cui appartiene la nostra carnagione: ne esistono 6 livelli, dalle pelli chiarissime con capelli biondi o rossi a quelle molto scure con capelli e occhi neri, e per ciascuna è indicata una protezione più o meno alta, in base alla capacità “naturale” della pelle di gestire l’esposizione ai raggi del sole. Un altro fattore da tenere in considerazione è quello dell’altitudine della località in cui andremo ad esporci al sole: è stato calcolato che le radiazioni UV aumentino del 4% ogni 1000 metri di dislivello, pertanto se si va in montagna bisogna ricordarsi di applicare una crema più efficace, e di applicarla anche più volte al giorno (di solito, ogni due ore). Ovviamente, bambini ed anziani necessitano sempre di fattori di protezione molto alti, perché la loro pelle è molto più delicata.

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