La cura del nostro corpo e il make up sono dei momenti importantissimi in ogni giorno della nostra vita, ma spesso non pensiamo minimamente a quanto le nostre abitudini abbiano impatto sull’ecosistema Terra, a livello di inquinamento. I trucchi che usiamo sono contenuti in confezioni spesso non biodegradabili, i detergenti, i bagnoschiuma, gli shampoo e i prodotti make up che consumiamo quotidianamente contengono alte percentuali di siliconi molto inquinanti, e anche azioni semplicissime come struccarsi, lavarsi i denti o pulirsi le orecchie producono una quantità impensabile di rifiuti difficili da smaltire. Vi basterà pensare ad un dato semplice ma molto preoccupante: nella nostra stanza da bagno risiedono tre dei prodotti più inquinanti sulla Terra: assorbenti intimi, dischetti struccanti in cotone, bastoncini cotton fioc per le orecchie.

Per fortuna tante persone al mondo si sono attivate, nel corso degli anni, per cercare di contrastare questo inquietante fenomeno: tra di loro, una delle imprenditrici più geniali è sicuramente la francese Laëtitia Van de Walle, che nel 2010 è partita con un budget limitato e un progetto semplice: sostituire i tantissimi dischetti per lo struccaggio che usava e gettava ogni giorno con un pannetto in microfibra lavabile e riutilizzabile. Da questa idea e da una parola georgiana che significa “bella ragazza” è nata Lamazuna, un’azienda che oggi vende i suoi prodotti in almeno 20 Paesi del mondo e fattura più di 2 milioni di euro all’anno!

Oggi Lamazuna commercializza una gran quantità di prodotti per la cosmesi, la pulizia e la cura del corpo, seguendo principi etici encomiabili. I packaging sono tutti ridotti al minimo indispensabili, molto minimal e sempre riciclabili o compostabili: niente più plastica, solo legno, vetro e fibre naturali. La produzione è del tutto ecologica e gestita da lavoratori trattati in modo equo e solidale. Una parte del ricavato dalle vendite viene devoluto in beneficienza per il rimboschimento della foresta pluviale amazzonica. Insomma, un’azienda da lodare sotto ogni punto di vista. Scopriamo insieme alcuni dei loro prodotti più famosi!

Le salviette struccanti in microfibra permettono la rimozione del make up usando semplicemente l’acqua (risparmiando quindi i soldi e l’inquinamento causato dagli struccanti e dai loro imballaggi) o al massimo uno struccante bifasico per i prodotti più resistenti; una volta usate, le salviette sono lavabili a mano o addirittura in lavatrice, usando l’apposito sacchetto in cotone venduto nella confezione.

Per l’esfoliazione del viso Lamazuna propone una spugna di Konjac, una radice ridotta in polvere mescolata a lievito e acqua, che strofinata delicatamente sul viso provoca un effetto esfoliante che regala una pelle luminosa e fresca; la spugna inizia a deteriorarsi dopo circa tre mesi di utilizzo, e va gettata nel compostaggio per essere riciclata.

L’Oriculi è forse il prodotto più geniale di Lamazuna: un bastoncino ecologico in bambù che serve a sostituire i cotton fioc (che rappresentano il 91% dei rifiuti trovati sulle spiagge italiane, secondo Legambiente). Il piccolo uncino all’estremità aiuta a rimuovere il cerume visibile nel padiglione auricolare, senza creare danni ai timpani e senza rimuovere la parte più interna, che aiuta le orecchie a proteggersi dalla proliferazione di batteri.

C’è poi una vasta gamma di shampoo, bagnoschiuma, deodoranti e perfino dentifrici solidi, tutti al 100% naturali e vegani, che risultano efficaci nel loro scopo detergente senza inquinare, né con la loro formulazione né indirettamente con i loro packaging: la confezione infatti è in cartoncino ed è possibile acquistare anche dei barattolini in vetro per conservarli una volta aperti, dotati peraltro di tappo forato che aiuta il prodotto ad asciugarsi dopo l’uso.

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