Da qualche tempo i profili social che parlano di beauty routine e skin care hanno riportato sulla ribalta le spugne di mare, come alleati fondamentali per la cura della propria pelle. Il fascino di questi strumenti totalmente naturali è molto grande, ma in realtà non si tratta di una scoperta recente: le spugne di mare infatti vengono usate da secoli per questo scopo. Scopriamo insieme questo alleato beauty così importante!

Innanzitutto bisogna dire che la spugna di mare rientra nel regno animale, in particolare al phylum dei Poriferi; appartiene alla classe delle spugne silicee, anche conosciute come Demospongiae. La specie da cui vengono ricavate le spugne da bagno si chiama Spongia Officinalis e un tempo era molto comune nel Mar Mediterraneo; oggi, purtroppo, la popolazione di spugne è in calo a causa sia dello sfruttamento commerciale sia di numerose epidemie. Per questo motivo la pesca e la vendita di spugne è sottoposta a una regolamentazione europea molto rigida: è importante perciò assicurarsi di acquistare un prodotto certificato da un’azienda responsabile e dotata di tutti i permessi di pesca del caso.

La pesca delle spugne, infatti, per legge è regolamentata e bloccata in alcuni periodi dell’anno, e può essere effettuata solo per immersione, non utilizzando anche le reti; la raccolta della spugna inoltre va realizzata tramite recisione manuale, e bisogna fare attenzione a non intaccare le radici in modo da non danneggiare la salute della colonia di spugne.

La provenienza di una spugna di mare è molto importante nel determinare la sua qualità e anche la durata nel tempo: la temperatura delle acque, la forza delle correnti e la profondità del fondale infatti sono importanti nel determinare l’ambiente in cui cresce la spugna e di conseguenza le caratteristiche che la spugna avrà. Acqua troppo calda porterà le spugne a crescere fragili e di scarsa qualità: per questo le spugne provenienti dai mari caraibici sono quelle più a buon mercato, e tendono a disfarsi nell’arco di pochi mesi. Una spugna proveniente dal Mar Mediterraneo, invece, ha dei pori molto più definiti e dura fino ad un anno.

Ovviamente le spugne non vengono semplicemente pescate e messe in vendita, ma attraversano alcune lavorazioni prima di arrivare in negozio: si tratta di lavaggi e puliture che servono a eliminare le impurità più grossolane. Alcune spugne addirittura vengono sbiancate. Quest’ultimo procedimento elimina alcuni sali benefici dalle spugne, ma contemporaneamente le rende più delicate: per questo motivo, se avete la pelle particolarmente sensibile e reattiva, è bene fare un primo tentativo acquistando una spugna sbiancata, e solo in seguito provare una spugna rimasta del suo naturale colorito giallo-brunastro.

Un’altra differenza importante la fa la varietà della spugna: la varietà Fine Dama è caratterizzata da pori molto piccoli, per cui è adatta alla detersione di pelli sensibili (anche di quelle dei bambini), alla rimozione del trucco e perfino alla stesura del fondotinta liquido; la varietà Arcipelago presenta invece dei pori di dimensione media e una certa elasticità, ed essendo meno delicata è indicata per pelli più resistenti, sia per la pulizia del viso che per quella del corpo.

I benefici apportati dalle spugne di mare sono tantissimi: contenendo al loro interno sali come lo iodio, il calcio, il sodio, il magnesio ed il potassio, ogni volta che vengono passate sul viso corrispondono all’applicazione di un cosmetico, che riaccende il colorito, elimina i residui di trucco e di smog, e rimuove le cellule morte affinando la grana della pelle.

Per utilizzare al meglio una spugna di mare, bisogna usarla con delicatezza e cura in modo da prolungare il più possibile l’utilizzo. Pertanto bisogna evitare di esporla ad un getto di acqua troppo calda e fare attenzione a strizzarla con delicatezza; un’altra accortezza da mantenere è quella di usare solo detergenti delicati o meglio ecobiologici, e infine sciacquarla sempre accuratamente dopo l’uso e lasciarla asciugare all’aria per evitare la proliferazione di muffe e batteri.

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